gestire un progetto: trucchi per avere successo - terza puntata
Gli addetti ai lavori già dal titolo avranno capito di cosa sto per parlare oggi, in questa terza ed ultima puntata della mia miniserie su come gestire al meglio un progetto. Nell’ambito dello sviluppo software, da anni, si è affermata una tecnica chiamata agile, che formalizza in maniera rigorosa i vari passi da seguire quando ci si appresta a scrivere un nuovo applicativo. Una tecnica che si contrappone a quelle classiche che ingegneri ed informatici imparano nei noiosi corsi di Ingegneria del Software, passando settimane a litigare con piattaforme come Rational Rose e a sviluppare lunghe e noiose liste dei requisiti e diagrammi vari. L’approccio agile, come la parola stessa lascia intuire, affronta il problema dal fronte opposto, scomponendo il progetto in piccole operazioni (task), creando un ciclo di sviluppo rapido per ognuna di esse, anticipando la prototipazione e ritardando la documentazione. approccio agile alla gestione delle email: Leggi il resto »
Illuminante articolo, quello che leggevo l’altro giorno su Wired. Che spiega un po’ la storia di Android, il sistema operativo mobile marchiato Google, che recentemente ha superato come diffusione quello prodotto dallo zio Steve Jobs. E fa un parallelo con la battaglia che una ventina d’anni fa si è combattuta tra Apple e Microsoft per il dominio dei sistemi desktop. Solo che stavolta è la mela morsicata ad essere dalla parte dei “cattivi”, mettendo in pratica proprio quelle manovre protezionistiche che per anni hanno fatto di Bill Gates l’incarnazione di tutto il male del mondo.
Con la differenza che nessuno osa adesso farsi beffa del sistema chiuso e sigillato di Cupertino: gente che fino a 10 anni fa si strappava i capelli perché Windows non aveva mai rilasciato i codici sorgenti del proprio sistema, ora tace e fa finta di nulla. Anzi, come la famosa volpe che non arriva all’uva, inizio a leggere in giro pareri di “esperti” secondo cui Wired non vale la carta su cui è stampato
l’ecosistema android fa paura ad apple: Leggi il resto »
Per lo meno dal punto di vista delle performance. Lo dice GTMetrix, un autorevole strumento di comparazione che il buon Davide m’ha fatto scoprire qualche giorno fa. Tutto merito di anni ed anni di limature, perfezionamenti ed applicazione di tecniche avanzate per spremere fino all’ultimo bit inutile dalle pagine generate dal sistema di gestione. Ma la marcia verso la perfezione assoluta sta per compiere un gran salto di qualità: ho deciso di implementare una tecnica di caching delle pagine “fatta in casa”, ed i primi esperimenti sembrano darmi ragione su quello che ho in mente. Ulteriori dettagli seguiranno quando sarà tutto funzionante, ma posso dirti che a costo di “evitare come la peste” strumenti quali W3 Total Cache e soci, mi sono messo a spulciare alcune funzioni non documentate di WordPress che fanno proprio al caso mio. Il mio obiettivo è “staticizzare” le pagine, anche se questo non mi consentirà più di usare il mio plugin per le statistiche. Vediamo cosa ne vien fuori!
Prova per un attimo a viaggiare con me indietro nel tempo: è il 2007 ed Apple ha appena annunciato (wow) di voler commercializzare un “telefono”, in giro iniziano a vedersi alcuni robusti framework per la standardizzazione dei fogli di stile, ed un sacco di rumore sta facendo questa nuova tecnica della griglia 960 applicata alle pagine web. L’idea nasce dal fatto che molti sviluppatori iniziano ad essere stanchi di reinventare la ruota tutte le volte, riscrivendo in pratica lo stesso codice di base per i fogli di stile. Serve uno standard, un framework appunto, che possa essere usato come riferimento. Che fissi una griglia per le spaziature, per i margini e gli altri dettagli stilistici, uno standard che renda intuitivo i calcoli per la larghezza delle colonne, che restituisca numeri senza virgola e belli rotondi. la larghezza delle pagine web: Leggi il resto »
Oggi sul sito di Gigi trovo un video che riprende esattamente il mio punto di vista sull’utilità di Facebook per il mondo. Nulla di impressionante, niente effetti speciali, niente ritocchi con Photoshop: semplicemente un ragazzo, un insegnante d’inglese in Corea del Sud che una sera s’è messo in mezzo alla strada ed ha fatto questo video “muto” parlando con una serie di cartelli. Forse anch’io dovrei fare un video simile, davanti casa mia nei sobborghi del New Jersey
Intanto auguri per la festa della donna.