1. disintossicarsi da facebook

    Qualche settimana fa mi ha contattato privatamente uno dei lettori di questo blog, anzi per l’esattezza una lettrice, per condividere il suo senso di frustrazione nell’essere stata disabilitata da Facebook perché non usava il suo “vero” nome e cognome ma uno pseudonimo che l’ha sempre contraddistinta. Questa, in effetti, è una cosa che io non ho mai capito di quella rete sociale dove la gente costruisce fattorie: che differenza fa, dal loro punto di vista, se creo un account sotto il mio vero nome o come Mario Rossi. Voglio dire, come fanno a controllare che le credenziali che io sto usando corrispondono al vero? Fintanto che non uso la piattaforma per cose illegali, il nome non è che una delle tante etichette che ci portiamo addosso, che sia reale o inventato. La lettera di FB, così si firma la lettrice, mi porta poi a riflettere sull’ampio discorso della “disintossicazione”, roba per la quale in Cina ci sono dei veri e propri centri di recupero! Leggi il resto

  2. cambiare lo stile al volo

    Una delle caratteristiche che ha contraddistinto questo blog sia dalla sua infanzia è il modo in cui si adatta ai gusti di chi lo visita. Cosa che adesso ha raggiunto, credo, il livello più alto consentito dalle mie conoscenze. Come forse saprai, il mio sito cambia aspetto una volta al mese: dodici tonalità cromatiche studiate dalla moglie con il mio aiuto, che scandiscono lo scorrere del tempo. Un giorno un affezionato lettore mi pose una domanda: e se io volessi tenere, che so, il tema del mese scorso anche adesso? Oppure vedere quale tema userai il mese prossimo? E così mi misi subito al lavoro, creando una pagina dove ognuno può decidere con quale vestito guardare i miei articoli. Inoltre, per venire incontro a chi (come me sul computer di casa, ebbene si) ancora ha una risoluzione di 1024×768 pixel o minore, ogni abito è disponibile in due taglie: stretta e larga. Che può anch’essa essere scelta al volo e rimanere memorizzata tra le impostazioni del tuo browser. Leggi il resto

  3. un blog adatto ai dispositivi mobili

    La diffusione dell’iPhone e di tutti i suoi simili è oramai una realtà con cui bisogna fare i conti, che lo si voglia o no. Una delle tante indagini che ho letto sull’argomento si sbilanciava nel dire che ad oggi il numero di gadget portatili (cellulari, ipod, e via dicendo) ha già doppiato quello dei normali computer da tavolo in circolazione. Il che vuol dire, almeno in teoria, che per ogni utente che visita il sito tramite computer desktop, ce ne sono due che lo potrebbero fare da un palmare o da un iQualcosa. Molto dipende dal proprio target di utenti, è chiaro, e da altri fattori. Tant’è vero che nel caso del mio blog, i visitatori “mobili” sono circa il cinque percento del totale. Ma visto che le tecnologie ci sono, mi sono detto, perché non sfruttarle per soddisfare un numero ancora più grande di potenziali nuovi lettori? Ti dirò oggi come ho fatto. Leggi il resto

  4. un tema a pezzi è meglio

    Per gli esperti di Wordpress, in questa puntata non sto per dire nulla di sconosciuto, ma per te che hai sempre voglia di imparare cose nuove, sarà una cosa interessante da sapere: il mio tema è diviso in tanti piccoli pezzi, come in un mosaico. Wordpress, il sistema di gestione che uso per far funzionare il blog, “suggerisce” questo approccio già nei suoi temi predefiniti. In pratica, una volta scritto il codice HTML della generica pagina del mio sito, ne ho individuato i tasselli principali: l’intestazione, il menù di navigazione, il contenuto vero e proprio, i commenti, ed il piè di pagina. Ho dunque smembrato quel codice originario, salvando il rispettivo pezzo di HTML in un file a parte (con Wordpress bisogna usare i nomi richiesti dal sistema: header.php, post.php, footer.php, e via dicendo). Leggi il resto

  5. i falsi pregiudizi sui siti web

    Per centinaia d’anni la progettazione di qualsiasi cosa ha sempre posto problemi di accessibilità. Non è certo una questione limitata ai siti web: dall’accesso ad un edificio agli ascensori, dalle automobili alle prese di corrente in cucina, dalla televisione ai giochi per bambini, sono tutte situazioni in cui, volendo, ci si trova ad affrontare l’argomento "accessibilità" dell’oggetto. La soluzione al problema è sempre stata che il progettista, usando la sua esperienza in materia, prende delle decisioni ragionate per rendere l’oggetto in questione usabile (o leggibile, o accessibile) dalla grande maggioranza delle persone. Conservando allo stesso tempo un dato margine di controllo sull’estetica e sulle funzionalità. E gli altri? Beh, semplicemente si sono adattati ad usare quell’oggetto come meglio potevano, magari aiutandosi con appositi ausili. In termini spiccioli, se il libro aveva dei caratteri troppo piccoli, l’ipovedente si comprava una bella lente d’ingrandimento.

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  6. il gioco dei tre fogli di stile

    Come avevo promesso tante e tante volte, inizierò finalmente a svelarti i segreti che si nascondono dietro le quinte del mio tema. Questo non equivale a rilasciare il tema al mondo, ma almeno cerca di apprezzare lo sforzo :) Passo dopo passo, voglio aiutarti a rendere anche il tuo blog più accessibile e facile da aggiornare. Non so ancora quante puntate ci vorranno, in questi anni ne ho aggiunte di cose. Ma so da dove iniziare: i fogli di stile. Che stanno alla base di qualsiasi template si prenda in considerazione. Un vestito, per durare nel tempo, deve essere cucito bene ed usare stoffa di qualità, altrimenti basterà qualche lavaggio per renderlo già vecchio ed inutilizzabile. La stessa cosa vale per il “vestito” del tuo sito. Leggi il resto