un'orfana dell'industria del web, prima puntata
C’era una volta, in una agenzia di web design, una ragazza triste, di nome Reperibilità. Era una ragazza di gran cuore, seria ed affidabile, sempre pronta ad aiutare le persone:

Reperibilità usava, senza badare al risparmio, il suo grande talento per pianificare, scrivere e gestire il codice, al fine di creare siti web che potessero connettere la domanda e l’offerta di informazioni. Sebbene Reperibilità avesse una grande famiglia intorno, si sentiva sempre molto sola, quasi come una piccola orfana: le sue sorellastre ed i suoi fratellastri finivano sempre per assumere la parte del leone, nell’attirare l’attenzione della gente dell’agenzia. reperibilità, chi era mai costei: Leggi il resto »
Ebbene si, è quello che succede qui negli Stati Uniti, dove da anni una delle più grandi compagnie telefoniche americane ha attivato un servizio di traduzione istantanea apposito. In breve una persona non udente, usando il suo normale programma per chiacchierare (in genere AIM), si connette con un operatore telefonico, gli fornisce il numero di telefono da chiamare, poi scrive quello che vuole dire al destinatario, e l’operatore (una persona, non una macchina) pronuncia quelle frasi. Viceversa, quando il destinatario parla, l’operatore scrive le frasi sul programma di chat, in modo che il mittente possa leggerle. In Italia hanno fatto fior fior di leggi sull’accessibilità, ma eccola la solita differenza tra Europa e Stati Uniti: fatti, non parole (o almeno, anche quelle in questo caso). i non udenti possono telefonare: Leggi il resto »
La presenza dei collegamenti “Leggi il resto”, associati ad una notizia, è oramai entrata nell’uso comune, in molti siti accessibili e non. La buona pratica consiglia di associare a questi collegamenti, un testo che descriva di cosa si sta per leggere il resto: generalmente si riporta la dicitura “leggi il resto del” a cui segue il titolo dell’articolo. Dai riscontri ricevuti nelle scorse settimane, pare però che quest’approccio sollevi non poche difficoltà per i disabili che visitano siti così fatti. Anche questo blog riproduce l’errore, e sarà mia cura eliminarlo quanto prima. usare al meglio i collegamenti: Leggi il resto »
L’omino accessibile seduto sulla mia spalla mi tormenta da alcune settimane perché ha notato che da tempo non affronto più argomenti legati all’accessibilità: devo dargli ragione, ma a parziale discolpa posso dire che ultimamente la delusione per come vanno le cose in questo settore, mi ha tolto l’entusiasmo iniziale. Guardo in giro molti siti istituzionali (alcuni fatti anche con il mio contributo) e trovo tanti errori, dai più banali a quelli davvero gravi, che si fanno beffa della legge e della comunità. Ecco che oggi, prendendo spunto da un articolo di Trenton Moss, voglio proprio parlare degli strafalcioni più diffusi. errori di accessibilità: Leggi il resto »
Che i palazzi della burocrazia nazionale fossero dei luoghi inaccessibili ai più, non è una novità: quello che succede dietro le quinte di uffici pubblici e società di servizi, sebbene sia noto per “diceria”, non lo si può andare a vedere di persona. Ora persino i siti delle pubbliche amministrazioni seguono questa filosofia di pensiero, ed invece che semplificare l’interazione tra cittadino ed ente erogatore, la rendono difficile e burocratizzata. Ma non si tratta di una mia impressione personale: a dirlo è l’Università di Udine, che annualmente analizza lo stato dei fatti per i principali siti istituzionali. istituzioni poco accessibili: Leggi il resto »