1. una nuova consapevolezza

    Da un po’ di tempo non scrivo articoli sull’accessibilità: mi sono troppo concentrato ad implementarla su queste pagine, e non ho avuto tempo di “spiegarla” agli altri. Oggi prendo spunto da un piacevole scambio di battute su una lista di discussione: tutto è partito dalla mia segnalazione che qui in America una catena della grande distribuzione, Target (una specie del Carrefour italiano), è stata condannata a pagare 6 milioni di dollari di risarcimento perché il suo sito era inaccessibile ai non vedenti. Provocatoriamente, ho chiesto se mai vedremo in Italia una cosa analoga per punire gli Enti Pubblici che non rispettano la legge. Ed ho detto che il mio blog è accessibile perché mi piacerebbe diffondere la cultura del rispetto del disabile, che qui in America è così radicata nella coscienza sociale. Riporto la risposta di Antonino Attanasio, avvocato e non udente, che condivido totalmente. Leggi il resto

  2. la reperibilità trova casa

    Gli esperti dell’usabilità intrinsecamente cercano di incrementare la reperibilità, valutando il grado di navigabilità delle informazioni presenti. Grazie ai loro potenti mezzi, possono anche valutare quanto sia facile trovare il sito in questione, attraverso i motori di ricerca, e controllando che il posizionamento della pagina tra i risultati prodotti, sia coerente con le parole chiave definite dagli architetti dell’informazione. Strumenti di analisi del traffico come Google Analytics, Mint, e CrazyEgg possono fornire informazioni dettagliate sul comportamento degli utenti su un sito web. I guru dell’usabilità devono quindi utilizzare questi strumenti per identificare le insidie che minacciano la reperibilità, capire dove gli utenti cliccano e dove non cliccano, quale contenuto ottiene maggior successo e perché. Leggi il resto

  3. progettisti e sviluppatori reperibili

    Un buon progettista di siti web è in grado di attirare lo sguardo degli utenti, come un cavaliere Jedi che manipola con la mente truppe di ignari soldati robot. Grazie alle tecniche di contrasto, il progettista può dire agli utenti dove cercare: in tal modo può aiutarli a scoprire strumenti che favoriscano la reperibilità. Elementi come un campo di ricerca, i feed RSS, la mappa del sito, una mailing list in abbonamento periodico, sono tutti fattori chiave per aiutare gli utenti a trovare ciò che cercano, e riscoprire il sito in seguito. Chi si iscrive ad una mailing list oppure al feed disponibile sul sito, con buona probabilità tornerà a visitarlo, sicuro di poter scoprire nuovi contenuti attinenti ai suoi interessi. Il conto è presto fatto: più frequentemente un utente torna, maggiore sarà la probabilità che completi uno degli obiettivi di business del sito: acquistare un prodotto, fare una donazione, aderire alla tua causa. Leggi il resto

  4. i soldati della reperibilità

    Per diventare un difensore della Reperibilità all’interno della tua realtà, dovrai imparare a conoscere il ruolo che ogni membro del gruppo può giocare in suo favore. Ci sarà il project manager, che si occupa di organizzare l’intero ciclo di vita del sito web, e di pianificare lo sviluppo delle sue applicazioni. Ma anche l’architetto dell’informazione, che dispone ogni contenuto nel posto in cui deve stare. Ci sarà il progettista grafico, a cui spetta il compito di tradurre in immagini e disegni le idee del gruppo, e lo sviluppatore che darà vita alla parte “intelligente” di tutto il sistema. Ognuna di queste figure, senza saperlo, già conosce le tecniche per esaltare la reperibilità dei contenuti, semplicemente non le mette in campo nella maniera corretta. Leggi il resto

  5. la reperibilità mi fa guadagnare?

    Nonostante i suoi tanti pregi ed i benefici per il nostro lavoro di professionisti del web, la Reperibilità è sempre fraintesa, o peggio del tutto trascurata. In genere ci lasciamo coinvolgere dalle altre discipline, e così finiamo per non darle importanza. Forse la teniamo a mente, quando sviluppiamo un nuovo progetto, ma oramai nel nostro immaginario la consideriamo negativamente associandola alla zia SEO. Comunque sia, alla fine la povera Reperibilità viene lasciata al suo destino, semplicemente non riusciamo a capirla e non siamo in grado di collocarla opportunamente nel nostro processo di sviluppo. Leggi il resto

  6. tu puoi salvare la reperibilità

    Tutti sembravano avere il loro posto nel ciclo di vita del progetto presso l’agenzia di web design. Tutti tranne Reperibilità. Di tanto in tanto qualcuno notava il suo valore aggiunto, analizzando un progetto, ma invece di darle l’attenzione che si meritava, ad esempio investendo su di lei, la incaricavano di portare i soldi guadagnati alla zia SEO. Questa aveva compassione di lei, la stringeva a sé e la nutriva tutto il giorno con tante gustose parole chiave. Finì per trascorrere così tanto tempo da zia SEO, che tutti iniziarono a confondere le due: Reperibilità è diventata SEO, dicevano tutti. Così le davano sempre meno importanza. Leggi il resto

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