Il mio intervento di un paio di giorni fa sul come non mangiarsi la nonna a cena, usando semplicemente una virgola, ha aperto un inatteso dibattito su una questione completamente diversa. Il buon CyberAngel se l’è presa perché i collegamenti a pagine esterne, in questo sito, non si aprono in una nuova finestra. Ho dovuto tappare gli occhi e le orecchie all’omino talebano dell’accessibilità che siede sulla mia spalla, prima che accadesse l’irreparabile
Ed ho cercato di spiegare all’angelo cibernetico che oramai, quella del target=_blank è una tecnica abbandonata, grazie anche agli strumenti dei browser moderni (le linguette, per dirne una). Alla fine, ho deciso di chiamare in causa i miei lettori interessati all’argomento, per discutere in maniera più dettagliata la questione. A seconda di come si sviluppa il dibattito, potrei persino cambiare idea in merito
Tu cosa ne pensi?
Il titolo ti sarà sembrato quanto meno criptico a prima occhiata, immagino. L’altro giorno, approfittando di un momento di noia durante un corso di aggiornamento su uno dei software che usiamo al lavoro (ma mi raccomando, non dirlo al mio capo), mi sono messo a pulire l’elenco dei feed a cui sono sottoscritto, come di solito faccio una volta all’anno intorno a questo periodo. Eliminando i blog deceduti e quelli che non m’interessa più seguire. Se in quest’ultima categoria ce n’erano solo un paio, i diari passati a miglior vita erano invece una ventina su un totale di circa 100 sottoscrizioni. Son due le cose: o io seguo blogger demotivati, oppure il tasso di mortalità, complice le nuove piattaforme come Facebook e FriendFeed, cresce ogni giorno di più. Non citerò l’elenco dei caduti, nel rispetto del loro dolore, ma faccio un’eccezione per un blog a cui tenevo molto: semplicemente.org. Il cui tema principale era l’accessibilità nel panorama italiano, e tutte le sue sfaccettature. semplicemente non c’è più: Leggi il resto »
Se sei un mio lettore di vecchia data, saprai probabilmente che tra i miei tanti interessi c’è sempre stato quello dell’accessibilità del web, quella “branca” dello sviluppo web che pone l’accento sulla costruzione di siti ed applicazioni fruibili da persone con varie disabilità (non vedenti, non udenti e così via). Per esempio, un video su YouTube senza i sottotitoli, non può essere compreso da una persona che non può ascoltarne l’audio. E ciò non include solo i non udenti: io per primo al lavoro non ho le casse attaccate al computer, quindi qualsiasi dialogo non trascritto per me è inutile. L’accessibilità si propone dunque di mettere in campo una serie di accorgimenti per rendere la navigazione e la fruizione delle informazioni adatta anche a queste categorie di utenti. Un po’ come si costruiscono le rampe vicino agli scalini, nei grandi palazzi, per agevolare l’accesso da parte dei disabili sulla sedia a rotelle. l’accessibilità in italia è finita?: Leggi il resto »
I veri talebani dell’accessibilità sanno che da tempo c’è una discussione in corso tra gli esperti del mestiere: usare o no il tag H1 per il logo della pagina. C’è chi dice si, chi dice no e chi dice forse. Nel mio caso, fino a ieri, avevo adottato l’approccio del si: il logo era “marcato” con l’intestazione più importante messa a disposizione del codice HTML. In tutte le pagine. Poi ho letto questo suggerimento del W3C che mi ha aperto la mente. Il tag H1, dicono quelli della massima autorità in questo campo, deve rispecchiare il contenuto della pagina che si sta visualizzando. In altre parole, è sbagliato che sia sempre “due chiacchiere”, a prescindere. Dovrebbe essere includere la parola “cucina” se si sta visitando la stanza corrispondente del mio blog, ed il titolo del singolo articolo, quando se ne sta leggendo uno. Così ho messo mano al tema del blog, aggiungendo un paio di controlli che fanno proprio questo. Spero che Google apprezzerà
Ebbene si, dopo tre anni e mezzo che questo sito subisce i miei cambi d’umore e le rivoluzioni grafiche a cui lo sottopongo periodicamente, sono contento di vedere che la sua accessibilità (o almeno la conformità secondo i validatori automatici alle varie norme) è sempre al 100%
Era un po’ che non controllavo, e temevo che nel tempo si fossero accumulati nuovi problemi. Invece con piacere vedo che il buon lavoro di progettazione fatto all’epoca continua a dare i suoi frutti. Dietro suggerimento di alcuni lettori, sto pensando di scrivere una serie “How I did it” (citazione dal film Frankenstein Jr di Mel Brooks), in cui spiego i segreti del mio tema. Intanto tu hai provato a vedere cosa succede validando il tuo blog?