un natale commerciale

Ieri sera un nostro nipotino partecipava alla recita natalizia in chiesa, così la sua mamma ci ha invitati ad assistere. Lui ed i suoi compagni di catechismo per quasi due ore hanno cantato, recitato poesie, inscenato brevi dialoghi. Alla base di tutto c’erano, com’è facile immaginare, le parole “pace e amore”, declinate in ogni contesto sociale. Peccato che molti spettatori erano più intenti a chiacchierare e riprendere i propri figli chiassosi, che ad ascoltare il messaggio che questi ultimi avevano preparato con tanto impegno.

Ognuno di noi è in prima fila quando c’è da donare 5 euro alla manifestazione benefica di turno, ma poi a stento ci si saluta con il vicino di casa, la mattina uscendo per andare a lavorare. Il Natale, quello con la N maiuscola, non è quel periodo dell’anno in cui bisogna freneticamente fare il giro di tutti i negozi della città per trovare regali ed idee per il cenone. Anche per chi non crede alla ricorrenza religiosa che si celebra, è un momento per ricalibrare i propri rapporti con gli altri, mettere da parte l’individualismo e provare a sfatare quanto detto dal rapporto del Censis.

un piccolo presepe artigianale

Questo blog usa i Gravatar, Avatar Globalmente Riconosciuti. Se hai registrato il tuo indirizzo email con questo servizio, inseriscilo qui di seguito, verrà mostrata la tua icona personale vicino al testo. I dati personali inviati dagli utenti sono tutelati dal Decreto Legislativo 196/2003. Saranno oggetto di trattamento, elettronico e non, nei limiti strettamente necessari alla prestazione dei servizi gratuiti del sito, ivi compresa la loro eventuale comunicazione a terzi (ad esempio il provider che ospita il sito) entro detti limiti. Ti ricordo infine che i commenti sono verificati, al fine di preservare la qualità del sito.