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uno sguardo agli oggetti sociali

copertina del libro: una penna usb sul tavoloSiamo la civiltà delle informazioni memorizzate: in testa, su un foglio di carta, in una chiavetta USB. Senza rendercene conto, ci siamo costruiti intorno tutto un mondo di oggetti che, se non ci fossero persone che sono convinte della loro esistenza, non avrebbero neppure senso. Eppure, senza di essi, sarei perduto: senza quei rettangolini di carta colorati chiamati “soldi”, dovrei ogni volta portarmi dietro un carretto di roba da barattare con gli altri; senza quell’altro rettangolino chiamato carta d’identità, dovrei addirittura portar con me un rappresentante delle forze dell’ordine a garantire per me. Di questo e di tanto altro, si parla nel libro che mi è stato prestato oggi: Sans papier, di Maurizio Ferraris.

Questo libro contiene due livelli, uno pop, quello che prende in esame gli oggetti tecnologici quotidiani, la pen drive della copertina, ed uno alto, quello della teoria ontologica degli oggetti fisici, sociali e ideali. I due strati si intrecciano e sovrappongono nel testo senza renderlo mai pesante o accademico, nonostante affronti temi decisivi per l’attualità, e per l’ontologia, come immigrazione, globalizzazione e intercettazione. Sono questi i temi che compongono le tre dissertazioni del volume.

[RSS] Commenti

  • camu

    [...] ho trovato vari libri, che vanno ad incrementare la pila di volumi in attesa di essere letti. Dopo il libro che mi aveva prestato Matteo, che mi ha accompagnato (il libro, non Matteo) in giro per [...]

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