impiegati statali
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- Scritto in data 9 agosto 2007
- Archiviato in ripostiglio, umorismo
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Per l’angolo del buonumore ti propongo oggi un filmato preso da YouTube, che mostra cosa succede quando due impiegati statali americani si trovano su di una scala mobile che improvvisamente si blocca. E poi dicono che l’amministrazione pubblica è strana solo in Italia. Il contributo è in inglese, ma suppongo che non sia difficile capire ugualmente ciò che succede.
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Ecco la parte de “L’impiegato” di Aldo Fabrizi, uno dei più grandi attori di tutti i tempi.
Mitico
Già cinquanta anni fa aveva capito praticamente tutto di come funzionava l’amministrazione pubblica!
Un altro film capolavoro è: “Totò e i Re di Roma”:
“Ercole (Totò), impiegato del ministero sogna la promozione, ma una sera a teatro starnutisce sul capo del suo direttore dando inizio ai propri guai. Per conservare il proprio posto di lavoro deve fare un esame, ma viene bocciato. Decide di morire per dare cosi’ in sogno alla propria moglie una cinquina vincente. Ma dall’aldilà questo non è permesso. Ercole infine si sveglia e si rende conto di aver sognato.”
Da vedere.
Dimenticavo, il film sopracitato è l’unico in cui si vedono insieme Totò e Alberto Sordi. La scena è indimenticabile, come si può vedere qui.
Ahahahahah, splendido.
Grazie, you’ve made my day.
FATTI NON PAROLE!
Il fallimento dell’Alitalia alle porte, montagne d’immondizia per le strade, la mozzarella alla diossina, la mucca pazza, il vino doc alterato, le morti bianche, la precarizzazione nel mondo lavoro, i salari più bassi d’Europa, la violenza senza limiti né controlli, scandali che si susseguono l’uno dopo l’altro: ecco solo alcuni sintomi di una società gravemente malata, seriamente malata!
Si ha, oggigiorno, l’impressione di vivere un’avventura simile a quella di “Titanicâ€:
mentre il transatlantico affondava, la gente continuava indifferente a festeggiare! Ma la peggior disgrazia che ci possa capitare è la rassegnazione, l’indifferenza, il… farci l’abitudine! Le grandi idee, i cosiddetti ideali di giustizia, democrazia, libertà, solidarietà e senso di appartenenza ai valori della patria e della cristianità, sembrano chimere di quei pochi cittadini rimasti ancora “cittadini” e che non si piegano ad un sistema che vuole trasformarli in sudditi: alla democrazia di oggi, a questa democrazia, basta una croce sulla scheda elettorale, al resto, a tutto il resto, ci pensano poi… “loroâ€! Sempre LORO, soltanto LORO! E’ tramontato il “miracolo italiano”, adesso ci dicono che sarà una stagione di… “lacrime e sangue”! E si riprende a vivere, o meglio a sopravvivere, ancora una volta nella speranza tanto illusoria, quanto ingannevole, di andare di nuovo al voto – incazzati neri – e con la voglia di… cambiare ancora “cavallo”, sperando che sia quello “vincente”, sperando che con una ics su questo o quell’altro simbolo si possa davvero cambiare… tutto! Cosa fare in questa situazione? La tentazione sarebbe quella di lasciarsi andare al pessimismo, di rinchiudersi nel proprio orticello e badare ai fatti propri, ma questa terribile sensazione va respinta con tutte le nostre forze. E’ arrivato il momento di reagire, di mettersi in gioco seriamente ed in prima persona, di raccogliere la sfida affinché il bene prevalga sul male, l’onesto abbia la meglio sul furfante! Ma in che modo possiamo agire? Non facendoci l’abitudine! Non facendo l’abitudine a stipendi da fame! Non facendo l’abitudine alle ingiustizie della CASTA! Non facendo l’abitudine ai privilegi della CASTA! Non facendo l’abitudine alle brutture che da anni sono sotto i nostri occhi ed al fatto che nessuno fa niente per risolverle! Ma in che modo possiamo agire? Scegliendo di fare ognuno di noi, nel suo piccolo, il “proprio dovere” con coscienza! Partecipando in prima persona alla vita politica e civile delle nostre città, non dando più deleghe in bianco!
Da qui dobbiamo ripartire! Senza troppa teoria! Senza troppe chiacchiere, ma con fatti concreti: tutto il resto seguirà.
BASTA SUBIRE! BASTA STIPENDI DA FAME IN ITALIA! SOSTIENI ANCHE TU LA NOSTRA BATTAGLIA.
Ciao, anche se questo blog non ha mai avuto, per mia esplicita volontà, un lato politico, lascio comunque il tuo messaggio, perché condivido principalmente la prima parte. In più occasioni ho avuto modo di parlare della società italiana in “putrefazione”, la perdita di ideali, di valori in cui credere. Questo, ritengo, è uno dei motivi che mi hanno spinto a lasciare questo Paese e trasferirmi all’estero. Dove ancora la bandiera nazionale si vede spesso e volentieri in giro, dove la solidarietà sociale non è soltanto una cosa di cui parlano i giornali, ma si vede anche nell’autista dell’autobus che ogni mattina viene ringraziato da tutti i passeggeri, al capolinea. Piccole cose che però aumentano il collante sociale e la forza di reagire. Perché ci si sente più uniti nelle difficoltà. Non a casa il “motto” degli Stati Uniti è proprio United we stand.