l’abitudine è solo una scusa?

Su uno dei soliti gruppi di discussione che leggo “comodamente” sul palmare mentre mi dirigo al lavoro, c’era oggi una discussione interessante sul legame tra la forza di un rapporto di coppia ed il concetto di abitudine. Si sente spesso parlare di abitudine, specialmente quando una storia lunga finisce. Uomini e donne che si adattano al “solito” stile di vita, e non si danno più stimoli a vicenda. O perlomeno non riescono a trovare insieme quelle piccole cose che ci sono all’inizio di un rapporto, quando sboccia l’amore.

Ho già parlato, sotto altri aspetti, e sempre prendendo spunto dalle riflessioni degli avventori di un gruppo di discussione, delle varie problematiche che ruotano attorno ad un rapporto di coppia. Non è mai facile costruirne uno solido, in grado di resistere alle intemperie che càpitano durante la sua esistenza: l’abitudine, il giudizio degli amici, le cotte incontrollabili, il ficcare il naso dei parenti. Tutto tende ad indebolire quel tessuto fatto di complicità, di sincerità e di sentimento reciproco. Come se gli altri fossero invidiosi di un bel rapporto, e per noia o per mancanza di altro da fare, prendono a cuore i tuoi problemi. Che uscendo dalle mura domestiche, si amplificano fino ad esplodere.

Tornando all’abitudine, è ovvio che con la modernizzazione del rapporto di coppia, non bastano più le piccole cose quotidiane: la società consumista suggerisce che tutto, prima o poi (più prima che poi) va buttato, passa di moda. Va a finire così che, come si cambia il guardaroba a fine stagione, allo stesso modo si cambia partner alla prima incomprensione, o semplicemente perché non piace più. Nessuno ha la pazienza di sforzarsi ad aggiustare la situazione: una volta i calzini venivano rattoppati varie volte, prima di diventare inutilizzabili, oggi al primo filino che esce, sono subito pezze per lucidare gli specchi.

L’abitudine è diventata quindi una giustificazione per lasciare una persona quando oramai c’è venuta a noia. Secondo me l’abitudine va accettata: c’è poco da fare prima o poi un rapporto breve o lungo che sia, ci casca sempre. Ma questo non vuol dire che l’amore sia finito, forse è solo la passione che si è un po’ consumata. E allora, per rifarmi al mio tema preferito, conserviamo il vino buono per dopo, gustiamolo poco a poco senza bruciare le tappe. E la noia sarà sconfitta.

 

C'è un commento

  1. anonimo

    L’abitudine non va combattuta, perchè sarebbe una battaglia persa. Per me è più importante alternarla a piacevoli novità, ma senza neanche esagerare perchè sarebbe un’altra battaglia persa. Io sono sposato da 9 anni, dopo 8 di fidanzamento (si usa ancora questo termine?) eppure riusciamo ancora a emozionarci, a passare belle serate e fantastiche vacanze, a farci una bella litigata e a fare poi pace, senza alcuno sforzo. Gli amici ci guardano come mosche bianche ma per me sono loro che non riescono a essere normali, non siamo noi a essere speciali.

    pino, 29 maggio 2007 alle 10:46 » rispondi

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