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una valigia in coma

A volte, lo ammetto, me le vado proprio a cercare. Come per l’intervista doppia di oggi, in cui ho voluto accostare due scrittori di diari che, a giudicare dal loro modo di scrivere, sono molto diversi tra loro. Ho seguito per alcuni giorni i rispettivi blog, prima di invitarli. E volevo vedere (come cantava qualcuno) l’effetto che fa, ovvero che risposte avrebbero dato alle mie domande strampalate. Di sicuro un effetto originale, qualcosa che di certo nella blogosfera non s’era mai visto prima. In coma è meglio incontra la ragazza con la valigia. Entrambi non “gattically correct”, a modo loro.

Parlaci del tuo rapporto con i gatti

CMQuand’ero piccolo mi piacevano. Passavo ore e ore a giocare con loro, li facevo roteare tenendoli per la coda oppure tagliavo loro le vibrisse; era buffo vederli barcollare per casa andando a sbattere da tutte le parti. Ora invece non li sopporto. Come si fa a tenere un gatto in casa? Vanno in giro con la coda in erezione esibendo il circoletto rosa dell’ano, usano la lingua come se fosse un bidet (o una moglie) e mangiano quello schifosissimo cibo per gatti. Sono gente zozza.

RVCon i gatti ho un rapporto molto sereno. In genere io amo loro e loro amano me. Al momento non possiedo un gatto, ma ne prenderò uno appena andrò a vivere da sola. Presumibilmente si chiamerà Polenta (penso che il nome dipenderà dalla faccia del gatto, ma in linea di massima sarà questo). L’unica discriminazione nei confronti dei felini riguarda l’intelligenza. Ho notato che se viene detto che un gatto è intelligente, in realtà significa che è uno schizoide con tendenze omicide. Io apprezzo i gatti un po’ stupidotti; di quelli che li posi in un posto e lì rimangono perché sono troppo pigri per alzarsi. Capisco che questo non sia un discorso molto gattically correct, ma mi piacciono i gatti tonti.

Barcamp: successo o fallimento del portare il 2.0 nella vita reale?

CMPer rispondere a questa domanda ho dovuto studiare. Più o meno ho capito cosa vuol dire “barcamp” e “2.0”, ma il senso di “vita reale” ancora mi sfugge. Per farmi un’idea sto leggendo “Essere e Tempo” di Heidegger, una lettura interessante, ma un po’ ostica. Per ora ho imparato solo che il reale è l’ente difforme dall’Esserci il cui essere (la realtà) è fondata nell’essere dell’Esserci. Credo sia per questo che il mio blog è la cosa più 1.0 del mondo.

RVPotevo bluffare, ma non ho avuto il coraggio: prima di questa domanda non avevo la benchè minima idea di cosa fosse Barcamp. Così ho dato una rapida occhiata a Wikipedia, e ho scoperto che sono delle non-conferenze. Chiaro. Una non-conferenza è qualcosa di simile al non-compleanno di Alice nel Paese delle Meraviglie. Mi sento di dire che portare il 2.0 nella vita reale è senz’altro un successo. E’ molto meglio andare ad una non-conferenza, piuttosto che ad una noiosa dissertazione su un argomento che fingi ti interessi solo per darti un minimo di decoro. Un po’ com’è meglio festeggiare 364 volte il proprio non-compleanno, rispetto al compleanno, insomma.

C’è qualcosa (o qualcuno) nella tua vita digitale che porteresti in quella reale?

CMJenna Jameson.

RVProbabilmente, della mia vita digitale, porterei nella realtà l’organizzazione. Riesco a essere molto più ordinata su internet che non nella mia vita. Il mio blog non è mai stato nelle condizioni pietose in cui versa normalmente la mia camera, ed è decisamente meglio organizzato rispetto al mio piano di studi. E’ una cosa che la me reale invidia molto alla Ragazza con la Valigia virtuale.

Per quanto riguarda le persone, generalmente i rapporti che ho online, tendono quasi sempre a diventare anche reali, quindi non fanno testo.

Certamente, una persona molto presente nella mia fantas…vita digitale che porterei in quella vera è Alessandro Gassman. Ma non so se lui sarebbe d’accordo.

Descrivici la tua serata prima di andare a dormire.

CMDipende. Il giovedì guardo Santoro, mentre le altre sere  leggo o scrivo. Comunque l’ultima cosa che faccio sempre prima di addormentarmi è salire su mia moglie e fare un giro per il sistema solare (non è una metafora sessuale); le prendo le orecchie come il manubrio di una moto e lei mi porta in giro per lo spazio descrivendomi quello che vediamo. È sempre stato il mio sogno e mia moglie è la persona più simile a un motorino interplanetario che io abbia mai conosciuto. Averla incontrata è stata la più grande fortuna della mia vita, anche se forse lei non può dire altrettanto.

RVDormire? Ah, si. Esco quasi tutte le sere. Solitamente vado al cinema con le amiche, o a fare la posta al ragazzo che vende brioches nella panetteria notturna. Una volta che ho riaccompagnato a casa tutti, faccio un giro in macchina nel mio quartiere preferito, dove spero di andare a vivere un giorno. Ormai è diventato come il caffè dopo il pasto, un’abitudine senza la quale non riesco a dormire bene.

Una volta tornata a casa mi metto a guardare sul pc alcuni blog modaioli per avere un’idea su come vestirmi il giorno successivo. Poi mi dedico alle operazioni di strucco-lavo-cremo-idrato; pigiamone e via sotto le coperte.

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