Una madre non è mai pronta, quando giunge il momento in cui il suo bimbo, fissandola negli occhi, le rivolge la domanda "Mamma, ma Babbo Natale esiste sul serio?" Ciò non toglie che la questione merita una riflessione più articolata di un semplice "sì", come accadde 100 anni fa a Virginia O’Hanlon che voleva dimostrare ai suoi amici che si burlavano di lei, che avessero torto, e scrisse pertanto ad un giornale affinché indagasse sulla questione. Francis Church le rispose "Si, Virginia, Babbo Natale esiste. Esiste com’è certo che esistono l’amore, la generosità e la devozione. Forse non lo potremo mai vedere, ma l’uomo non è mica in grado di vedere tutte le meraviglie invisibili che ci sono nel mondo." In realtà a questa visione metafisica, se ne può accostare una più terrena e materiale, che affonda le sue radici addirittura in Turchia.
Ecco una delle tante versioni della storia. Sulle coste meridionali di quel Paese viveva un certo Nicola, un giovane cristiano appartenente ad una famiglia benestante. Quando i genitori morirono a causa di un’epidemia, Nicola decise di aiutare con i suoi soldi i poveri, i bisognosi ed i sofferenti. La sua dedizione e la sua fede lo portarono, ancora in giovane età, ad essere nominato Vescovo di Mira. A voler riscoprire lo spirito di Babbo Natale in quest’ottica, dovremmo tutti pensare a cosa regaleremo, non a cosa riceveremo, durante le feste che s’avvicinano.
Una festa laica ancora esistente
Il 6 dicembre divenne nel medioevo il Giorno di San Nicola, una data in cui ci si scambiava doni di ogni tipo: da una mela zuccherata alle arance, dai biscotti ad altri dolci. Ancora oggi alcuni Paesi celebrano questa ricorrenza laica, separandola dalla festività cristiana che si celebra 3 settimane più tardi. Forse le aziende che stanno sempre alla caccia disperata di feste da sfruttare commercialmente (vedi Halloween in Italia), potrebbero iniziare ad importare nel Belpaese anche questa di San Nicola.
La trasformazione estetica
In America San Nicola ricevette una gran popolarità come colui che porta i doni di Natale, grazie al poema "Una visita da San Nicola", altrimenti noto come The Night Before Christmas. Ma le sue sembianze erano ancora quelle di un uomo smilzo e spigoloso, vestito di scuro o comunque con paramenti da Vescovo. La sua trasformazione nel vecchietto cicciottello e barbuto ebbe inizio nel 1863, quando un settimanale americano prese a pubblicare un fumetto in bianco e nero che riprendeva la storia di San Nicola. Qui per la prima volta lo vediamo vestito con una giacca con colletto e polsini di pelliccia, una barba bianca ed una pancia più pronunciata. Nel primo disegno, si vede San Nicola visitare un campo di battaglia durante la guerra civile. Soldati e bambini si riuniscono intorno a lui, seduto su una slitta trainata da renne, per ricevere dei piccoli doni.
Babbo Natale e la Coca Cola
All’inizio del ventesimo secolo, Santa Claus (storpiatura di Saint Nicholas) venne associato in maniera definitiva al Natale ed ai regali dalla Coca Cola. Quest’ultima aveva notato un evidente calo nel consumo di bevande gassose durante l’inverno. Haddon Sundblom venne così reclutato per inventare qualcosa che spingesse i consumatori a liberarsi del preconcetto che la Coca Cola era buona solo d’estate. Il suo Babbo Natale ereditò i colori della compagnia (rosso e bianco) ed altri tratti che già lo contraddistinguevano: un gran sorriso, barba e baffi bianchi, occhi bonaccioni ed ovviamente una bottiglia della sua bevanda… preferita.
Insomma, il vecchietto che scende giù per il camino lasciando i suoi doni sotto l’albero e nelle calze, che ti piaccia o no, è un’invenzione commerciale per far vendere di più. Ma il giovane Nicola che distribuiva doni ai poveri e bisognosi è esistito davvero. Ed ha voluto diffondere un messaggio di pace e buona volontà, raccontando la storia di Cristo. La morale della favola? Babbo Natale non è male, in fin dei conti, ma San Nicola è di gran lunga il migliore.
La festa di San Nicola esiste già in Italia. In alcune zone del nord est dove ho vissuto per un po’ ed in particolare a Trieste, la festa di San Nicola è il vero Natale e dove ci si scambiano i doni, mentre il 25 è solo una festa in famiglia.
Probabilmente, ma questa è solo una mia supposizione, questo deriverebbe dall’influenza austriaca, dove San Nicola è una festa molto importante.
In centro Italia o in alcune zone del sud invece in passato era la Befana la vera portatrice di doni.
A Verona invece è Santa Lucia.
Elandryl, 11 dicembre 2009 alle 14:22 » rispondi
@Elandryl: interessante, non si finisce mai d’imparare
camu, 11 dicembre 2009 alle 16:12 » rispondi