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un sito a sua immagine e somiglianza

dieci verità sui siti web aziendali, quinta puntata

Nella puntata odierna di questo cammino dantesco che abbiamo intrapreso qualche settimana fa per sviscerare i problemi dei siti aziendali, parlerò della sindrome del Direttore Generale (o Amministratore Delegato o qualsiasi sia la targhetta attaccata alla porta del Grande Capo). Io ne sono stato una “vittima” più volte, durante le mie esperienze lavorative italiane. Ed anche qui in America, lavorando per una grande organizzazione, non si può dire che le cose siano poi così diverse: quando si tratta di queste cose, tutto il mondo è paese. In pratica, se in alcuni casi si cerca di creare un sito che vada bene per tutti, in altri c’è il Direttore Generale che invece, pur non avendo alcuna competenza tecnica in materia, farà di tutto per costruire un sito a sua immagine e somiglianza. Mi pare che poco sia cambiato, in tal senso, dai tempi dei Faraoni.

Un numero sorprendente di organizzazioni (parlo per esperienza diretta sia come utente che come persona dietro le quinte) decide di ignorare completamente la propria utenza, progettando il sito dal punto di vista dell’organizzazione stessa. I vari uffici (marketing, personale, ecc) dettano l’organizzazione dell’informazione in base ai propri flussi lavorativi interni, mischiando contenuti “riservati al solo personale” con quelli utili al grande pubblico. Il concetto di intranet è ancora lontano dall’essere adottato in maniera estesa nelle grandi realtà italiane. Il sito web pubblico viene usato come un grande contenitore dove conservare tutto, in una maniera che ha senso solamente se letta dal punto di vista delle strutture interne. Tutto ciò condito da una progettazione grafica inadeguata, che compiace il puro gusto estetico del Direttore, e dall’uso di una terminologia comprensibile agli impiegati ma non ai cittadini. La morale: non cacciate il grafico solo perché al capo non piace il verde.

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