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accontentare tutti è impossibile

dieci verità sui siti web aziendali, quarta puntata

Nelle precedenti puntate abbiamo iniziato ad entrare nel dettaglio dei problemi che si incontrano quando un’organizzazione medio-grande si trova a gestire un sito web. Una delle prime domande che dovresti porre alla gente che viene nel tuo ufficio per richiedere la creazione di una nuova pagina, è “a chi è indirizzato il contenuto che vuoi pubblicare?” Quando io lo faccio, spesso rimango senza parole ad ascoltare l’indescrivibile lunghezza della loro risposta. Che spesso include una lista dettagliata di profili eterogenei di possibili visitatori. Allora, per cercare di restringere il campo, chiedo quale di questi gruppi sia più importante. La risposta è più o meno sempre la stessa: tutti sono importanti ed il contenuto dovrà tentare di soddisfare le esigenze di ognuno.

La verità, in questo caso, è che non si può costruire un sito “per tutti” senza creare qualcosa che non interessa a nessuno. Se vuoi davvero fare qualcosa di utile, screma i possibili destinatari del tuo messaggio, individuando un gruppo specifico, e ritaglia su misura il sito intorno ad esso. Ciò non vuol dire tagliare nettamente fuori tutti gli altri. Alla base rimangono sempre i principi fondamentali: un sito accessibile (comprensibile, direi) a tutti, che non escluda esplicitamente oppure offenda nessuno. Ma che sia indirizzato in maniera chiara ad un dato profilo. Ricordo sempre quando lavoravo in Italia, molti uffici non avevano questo concetto chiaro in testa, ed il risultato, statistiche alla mano, era di non fornire il servizio giusto a nessuno.

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