Un sacco di blogger pensano che essendo il loro sito un blog, non sono tenuti ad ottimizzare nulla. Mai pensiero fu più sbagliato, a mio parere
Vedo in giro tanta gente ansiosa di scalare le classifiche, di apparire ai primi posti nelle ricerche di Google, di mettersi in evidenza. Poi vado a guardare i loro blog, e trovo gli errori più grossolani. Questo mi ricorda la barzelletta del povero che prega Dio affinché gli faccia vincere la lotteria: prima settimana nulla, seconda settimana nulla, terza settimana nulla. Dopo l’ennesima preghiera del povero, gli appare un angelo che, con voce rassegnata gli fa “cerca di venirci incontro, Luigi, compra almeno un biglietto della lotteria” Ecco, lo stesso principio vale per un blog: non si può pretendere di essere i migliori senza fare nulla.
Il cammino minimo di un articolo
WordPress offre almeno tre possibili categorizzazioni dei propri articoli: per data, per categoria, per tag. Se da un lato questo significa che lo stesso contenuto sarà presente in almeno 4 pagine del tuo blog, dall’altro è un modo per offrire al visitatore vari modi per raggiungere i tuoi contenuti. Alcuni esperti dicono che questo è un male: Google non ama la duplicazione del contenuto, ma personalmente sono convinto che la diversificazione dei percorsi non può che far bene. Una soluzione che accontenta tutti è quella di aggiungere il marcatore noindex,follow alle pagine d’archivio. In questo modo le pagine saranno spulciate da Google, ma non visualizzate nei risultati di ricerca.
Salva i tuoi contenuti dall’oblio
Se da un lato è bene non far indicizzare le pagine d’archivio, dall’altro bisogna evitare che per arrivare agli articoli più vecchi del tuo blog, siano necessari almeno 5 click. I motori di ricerca, come gli esseri umani, tendono ad essere “pigri” e gradiscono maggiormente i contenuti più “vicini” (come numero di click) alla porta d’ingresso del blog. Un modo per risolvere questo problema è di mostrare, per ogni categoria, la “paginazione” degli articoli
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WordPress SEO Pager è un plugin che consente di realizzare la modifica in poco tempo e soprattutto con minimo sforzo. Non spiegherò in dettaglio come funziona, la pagina dell’autore mi sembra già abbastanza chiara e completa. L’altro metodo consiste nel suggerire al lettore i possibili “articoli simili” che potrebbero interessarlo. Related posts è uno dei tanti plugin disponibili che rendono possibile questa magia: una piccola modifica alla propria barra laterale, ed il gioco è fatto.
Hai sognato il Gallo, dimmi la verità
Trap, 24 marzo 2009 alle 10:27 » rispondi
E’ vero, certi plugin evitano che i post scompaiano tra le miliardi di pagine di WordPress, però buh, queste soluzioni non mi sono mai sembrate “la vera soluzione” per evitare problemi simili. Io ho creato una pagina “The best of”, ma neanche questa scelta in realtà mi ha realmente convinto. Che sia destino veder scomparire tutto?
Ciao,
Emanuele
Emanuele, 25 marzo 2009 alle 12:21 » rispondi
@Emanuele: beh, stando ai google webmaster tools, qualcosa è migliorato, da quando ho inserito la paginazione. Non in maniera “evidente” ma un paio di mesi non credo siano sufficienti per Google, per imparare a sfruttare questa nuova via. Inoltre sto usando i marcatori “noindex,follow” ed anche per questi ci vuole tempo.
camu, 25 marzo 2009 alle 14:38 » rispondi
Una buona alternativa a WordPress SEO Pager l’ho trovata anche in Wp Page Numbers
Francesco Gavello, 25 marzo 2009 alle 15:20 » rispondi
@Francesco Gavello: Si, l’ho provato anche io e devo dire che entrambi fanno abbastanza bene il loro mestiere…
camu, 25 marzo 2009 alle 15:51 » rispondi
Comunque per venire incontro al problema dei testi duplicati, puoi inserire anche link rel=”canonical” content=”http://urldelpost/” tra i meta tag della pagina che indica a Google l’indirizzo del documento “originale”. Questo tag è utile soprattutto in caso di paginazione dei commenti.
Ciao,
Emanuele
Emanuele, 25 marzo 2009 alle 15:55 » rispondi
@Emanuele: ottimo suggerimento, non ne ho parlato nel post ma avrei dovuto in effetti! Comunque su questo sito lo uso, ma stando ai webmaster tools, non è che Google lo rispetti con precisione. Forse è solo una questione di tempo… io lo uso quando ci sono le url che contengono una query string. Non mi è chiaro come usarlo nelle categorie per evitare i contenuti duplicati.
camu, 25 marzo 2009 alle 16:48 » rispondi