vecchi e nuovi media

Un paio di mesi fa, in America, è venuto a mancare uno dei più famosi giornalisti che la popolazione abbia mai conosciuto: Tim Russert. Da noi è come se morisse Bruno Vespa, Era un po’ il nostro Enzo Biagi, per fare un esempio. Il suo approfondimento serale era un appuntamento immancabile per chi volesse capire qualcosa della politica e dell’attualità di questo Paese. La mancanza, dicono le persone che lo conoscevano, si sente soprattutto in questo periodo elettorale: senza le sue interviste ai candidati, non sarà più la stessa cosa. Ma soprattutto è sorta la domanda: cosa sarà adesso della competizione tra vecchi e nuovi mezzi di comunicazione?

Che scrittori di blog e gente che pubblica video su YouTube siano diventati abbastanza influenti, non serve sottolinearlo ulteriormente. I famosi “contenuti generati dagli utenti” hanno portato una vera e propria rivoluzione nel modo di fare informazione. Rivoluzione alla quale i giornali si sono dovuti adeguare loro malgrado, inserendo nei loro siti funzionalità orientate alla comunità e cercando di seguire questa tendenza del “tutto e subito” carpito con ogni mezzo possibile. Ma la domanda che si pongono in tanti è se ancora ci sarà guerra tra vecchi media e nuove tecnologie, oppure se la permeabilità tra i due sta già dando vita ad un nuovo giornalismo.

 

Ci sono 6 commenti

  1. LaCapa

    Io opto per il nuovo giornalismo, che sarebbe un po’ un cross over dell’informazione vecchio stampo con il web 2.0.

    Comunque, un piccolo appunto: se Vespa sparisse all’improvviso nessuno sentirebbe la mancanza del suo approfondimento serale, anche perché non si è mai trattato di approfondimento, ecco…

    LaCapa, 10 agosto 2008 alle 21:27 » rispondi

  2. LaCapa

    Post Scriptum: non è che io odio Vespa. E’ che a mio parere è un pessimo giornalista. Tutto qui.

    LaCapa, 10 agosto 2008 alle 21:28 » rispondi

  3. Lolindir Faelivrin

    Bhe penso che solo “alcuni” si pentirebbero della prematura dipartita del Vespa nazionale.

    La figura di Tim Russert la paragonerei più ad Enzo Biagi, che purtroppo bene pochi hanno sentito la sua mancanza.

    Penso che il nuovo gionalismo sià o debba essere maggiormente un incrocio tra vecchio e nuovo, anche se i grandi giornalisti (vedi Enzo Biagi) sono al di sopra del mezzo (leggi media).

    Lolindir Faelivrin, 10 agosto 2008 alle 23:42 » rispondi

  4. camu

    Lolindir, condivido il tuo parere e ritiro il mio paragone (anzi, ora correggo anche il post) con Vespa. Russert in effetti era più simile ad Enzo Biagi, anche se con un modo di fare alla Bruno Vespa, non così pacato come Biagi. Qui in America, ora che la campagna elettorale entra nel vivo, con la fine dell’estate, questo rapporto tra vecchi e nuovi mezzi d’informazione si sente e si vive in maniera molto forte. Non credo che una cosa analoga si sia vissuta per elezioni dello scorso aprile in Italia.
    LaCapa, io invece mi divertivo a guardare Porta a Porta, mi faceva addormentare alla grande… va bene che non soffro di insonnia, ma la sua voce era meglio di qualsiasi sonnifero per me, dico sul serio.

    camu, 11 agosto 2008 alle 18:33 » rispondi

  5. burberry

    Oltre alla tua disapprovazione potresti offrirmi anche il tuo aiuto??? Devo configurare l’account della mail sull’I-Phone ma non ci salto fuori! Help me, please! :)

    burberry, 11 agosto 2008 alle 20:42 » rispondi

  6. camu

    Burberry, non se ne parla proprio :D Scherzi a parte, la mia conoscenza di quell’aggeggio infernale è praticamente pari a zero, anche volendo non saprei come aiutarti, ma magari qualcuno passando di qua raccoglierà la tua richiesta di soccorso!

    camu, 12 agosto 2008 alle 14:57 » rispondi

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